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Esperti di relazioni sindacali, sicurezza e rendicontazione d’istituto, e avvocati a confronto con centinaia di dirigenti scolastici hanno condiviso la necessità di cambiare profondamente il testo unico sulla sicurezza e chiesto di non rinnovare il nuovo CCNL senza la perequazione esterna con le altre aree della dirigenza pubblica (FUN) e interna con gli altri ex presidi (RIA).

Ad assicurarlo, in queste ore, è stata la Ministra all’Istruzione. La selezione arriva nel momento di peggior carenza di presidi nella storia della Repubblica italiana: quest’anno le lezioni sono riprese con un istituto su quattro privo del suo preside e affidato in reggenza a un capo d’istituto titolare in un’altra scuola. Il giovane sindacato ribadisce che la selezione costituisce una tappa fondamentale per sanare una situazione diventata insostenibile, perché non è possibile che istituti autonomi con 6-7 e anche più plessi siano gestiti-organizzati da dirigenti che a loro volta devono fare altrettanto con le loro scuole. Purtroppo, il regolamento non conterrà le richieste del giovane sindacato: rimarranno esclusi i precari con 5 anni di servizio. Eppure nel 2011 il Consiglio di Stato ha detto a chiare lettere che possano partecipare alle procedure concorsuali nel rispetto della giurisprudenza comunitaria. Con sentenze dei tribunali, a seguire, dello stesso tenore.

Dell’importanza di bandire il concorso per dirigenti scolastici, mettendo a bando almeno 3mila posti visto il turn over dei prossimi anni, si è parlato in questo week end a Palermo, nel corso del secondo Convegno nazionale Udir. Il convegno ha anche toccato altri temi: sicurezza, valutazione, merito, retribuzione, con gli assunti dopo il 2001 senza Ria e tutta la categoria con un Fondo Unico Nazionale inadeguato. A rendere la professione sempre più difficile è poi il fatto che la Legge 107/2015 ha moltiplicato incarichi e responsabilità.

Marcello Pacifico (Anief-Udir):Diventa importante a questo punto che i tempi di svolgimento della procedura concorsuale siano celeri. Partire il prossimo anno con quasi 2.500 scuole in reggenza sarebbe una vera tragedia per le nostre scuole. Oltre che la dimostrazione che i tempi della politica e della burocrazia sono più rilevanti del bene dei nostri giovani in formazione. Come fondamentale diventa mettere in sicurezza, per il loro bene e quello di chi vive le nostre scuole, i nostri istituti scolastici.

 

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