Radice

Secondo Bussetti, i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale. Udir ricorda che negli istituti tecnici e professionali, dove le lezioni si svolgono anche nei laboratori, gli studenti sono già soggetti ad obbligo formativo organizzato dal datore di lavoro. Come gli allievi del triennio finale delle superiori, impegnati nell’alternanza scuola-lavoro, di fatto equiparati ai dipendenti. Per il sindacato, questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri: invece, la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare per evitare di pagare per colpe non proprie.

 

 

Per molti dei 6.500 capi d’istituto in servizio, incanalare le osservanze nel campo della sicurezza è un problema serio, con rischi penali in prima persona in caso di crolli. I casi più difficili da affrontare sono quelli con scuole composte da numerose sedi o frutto di accorpamenti tra vari istituti, documentazione inesistente o lacunosa, nuovi DSGA e conseguente perdita di ‘memoria storica’. La lista delle azioni da svolgere è lunghissima: Udir ricorda, in particolare, che vanno verificate anche le carenze strutturali ed impiantistiche, inviando via Pec una comunicazione immediata all’ente locale proprietario dell’immobile. Inoltre, dovranno anche mettere in campo le misure compensative per il rischio incendio e per il rischio sismico.

A Messina viene giù un altro tetto e il sindaco dispone la chiusura di diversi plessi: nel capoluogo siciliano, diventano 35 gli istituti che non apriranno il primo giorno di scuola, con 12 mila alunni a rischio lezione. Tragedia sfiorata a Campoleone, dove cede il controsoffitto di una scuola primaria. Per il sindacato la situazione rimane da allarme rosso: poiché appena il 5 % degli edifici in muratura ed il 15 % in cemento armato sono stati costruiti dopo il 1982, serve un immediato adeguamento delle strutture e degli impianti, sia per la prevenzione incendi che per la vulnerabilità sismica. Nel frattempo, Udir mette a disposizione dei propri iscritti due modelli di diffida per tutelare i dirigenti scolastici. Nei prossimi giorni sarà reso noto il calendario dei nuovi incontri formativi proprio sulla sicurezza delle istituzioni scolastiche.

Bisogna accettare la circolare ministeriale: i DS non sono responsabili delle dichiarazioni mendaci delle autocertificazioni dei genitori, ma se non la rispettano saranno passibili di provvedimenti da parte delle autorità competenti. Bene la visione dell’On. Villani: è necessario seguire le direttive del ministero dell’istruzione; infatti, la circolare in questione, modificando solo in parte la norma, non inficia la tutela della salute pubblica ma consentirà ai bambini di frequentare le scuole senza la paura di essere allontanati. 

 

 

Udir, le reggenze sono il problema, non la risoluzione: quanto tempo bisogna che passi ancora per comprenderlo? Il Centro studi del giovane sindacato sta in questi giorni monitorando i siti degli Uffici scolastici regionali costantemente, al fine di poter aggiornare in real time i dati relativi alle reggenze assegnate in tutta Italia. La lista è purtroppo ricca e la situazione che si prospetta non è certamente delle più tranquille: le regioni con i numeri più alti sono la Lombardia (con 329 reggenze), il Veneto (259) e la Toscana (148). Inoltre, risultano essere 10 i dirigenti scolastici neoimmessi in Sicilia e 49 in Campania. Udir denuncia da moltissimi mesi il fenomeno negativo delle reggenze.

 

 

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