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La verità è che servirebbero 17 miliardi per l’intera manovra correttiva, per poter dunque pagare quanto pattuito; tale cifra, sarebbe comunque inferiore all’indennità di vacanza contrattuale che spetta ai lavoratori dal settembre 2015. In questo momento, dunque, sarebbero solo 85 euro netti al mese gli aumenti coperti dalla legge di stabilità; ecco perché risulta necessario fin da adesso inviare una diffida per sbloccare l’indicizzazione dell’IVC al 50% dell’inflazione per recuperare 1.300 euro annui per docenti e Ata.

Marcello Pacifico (Anief-Udir): Il Governo farebbe bene a impegnarsi nel reperire le risorse che servono. Sono cifre ben più consistenti. In questo modo si arriverebbe ad adeguare il 50 per cento del costo della vita registrato dal 2008. Per i DS è indispensabile approvare la perequazione esterna con le altre aree della dirigenza pubblica e interna con gli altri ex presidi; per ottenerla i sindacati rappresentativi debbono assolutamente tenere duro. A costo di non rinnovare il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro.

Chi volesse ricorrere contro questo aumento-farsa, può pertanto scaricareformale diffida al Miur, bloccando in questo modo anche la prescrizione, sempre in attesa dell’esito del giudizio della Consulta: l’obiettivo del ricorso è recuperare il 7% dello stipendio da settembre 2015, come già confermato dalla Corte Costituzionale. Appare invece inutile ricorrere contro il blocco del contratto dopo la sentenza della Consulta.

 

Domani Udir e il suo presidente nazionale Marcello Pacifico giungeranno a Sassari. L’Associazione sindacale è stata formata proprio per tutelare i dirigenti scolastici delle nostre scuole e prosegue la sua corsa, rilanciando numerosi incontri, nati e promossi per sostenere il complesso compito di chi è a capo, oggi, di un istituto scolastico. UDIR ed EUROSOFIA hanno dato vita a una seria di convegni formativi e informativi che hanno raggiunto e toccheranno diverse città. Temi del seminario saranno: i crescenti carichi di lavoro, le responsabilità enormi, gli spostamenti continui per raggiungere plessi e sedi scolastiche, aggravati dalla riforma Renzi-Giannini, sempre però in cambio di buste paga modeste.

 

Udir, associazione sindacale nata per tutelarle i dirigenti scolastici delle nostre scuole, prosegue la sua corsa e rilancia nuovi incontri, promossi per sostenere il duro ruolo di chi è a capo, oggi, di una scuola. Lunedì 9 ottobre il presidente nazionale Marcello Pacifico sarà a Verona con il seminario Le tre R della Dirigenza: Rischi, Responsabilità e Retribuzione presso l’Istituto D’Istruzione Superiore “Ferraris – Fermi”, via del Pontiere, 40. Al termine dell’incontro, sarà possibile sottoporre ai nostri esperti e legali i cedolini per controllare la legittimità delle trattenute (fino a 10mila euro) operata dal Tesoro a seguito del taglio del Fun e del Cir firmato. Si discuterà anche della sentenza della Cassazione sulla vigilanza degli alunni fuori il plesso (a Padova) e del caso degli alunni non vaccinati (a Treviso).

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): I dirigenti scolastici sono sempre più soffocati da incarichi e responsabilità a dismisura, in cambio di compensi dimezzati rispetti ai colleghi del pubblico e privato. Il nostro sindacato si batte, dal momento della sua nascita, per i diritti di chi è a capo delle nostre scuole; è al loro fianco e tale rimarrà. I nostri seminari sono un segno tangibile della nostra vicinanza e volontà di cambiare gli eventi.

Scarica la locandina del seminario a Verona. Invia la scheda di adesione all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e scarica il modulo rimborso, sarai infatti nostro ospite gradito.

Udir, l’associazione sindacale rivolta ai dirigenti scolastici, ai presidi incaricati e a tutte le professionalità della ricerca e dell'istruzione, attraverso il suo presidente Marcello Pacifico, sempre attivo nella difesa dei diritti dei Dirigenti Scolastici, ha denunciato le incongruenze sull’applicazione del CIR nella Regione Sicilia riguardo le retribuzioni di posizione/quota variabile e di risultato dei DS. Marcello Pacifico (Confedir-Udir): “Abbiamo richiesto All'Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia d'intervenire con urgenza con una nota specifica di richiamo presso ogni RTS perché sia sanata la disparità di trattamento tra le diverse province della Sicilia sul modello di quanto già approvato per le province di Agrigento e Caltanissetta”.

 

ROMA, 29 SET - "I presidi vogliono la piena perequazione economica tra la loro retribuzione e quella dei Dirigenti della seconda fascia della P.A., perché un dirigente scolastico percepisce mediamente 62.890 euro lordi annui mentre un dirigente di un ente di Ricerca e dell'Università, appartenenti alla stessa area contrattuale, ha una retribuzione compresa tra i 94.000 e i 102.000 euro". Lo segnala in una nota l'Anief, che fa sapere che "il differenziale è ingiustificabile e quindi non accetteremo certo nel prossimo contratto di lavoro in fase di rinnovo l'ennesima nota a verbale con cui ci si duole per la mancata perequazione e la si indica come raggiungibile nella successiva tornata contrattuale". Per Marcello Pacifico di Anief-Udir "i sindacati rappresentativi debbono assolutamente tenere duro. A costo di non rinnovare il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro. Perché accettare le solite condizioni al ribasso dell'amministrazione sarebbe un vero suicidio, che i capi d'istituto non tollererebbero. È per questo motivo che, nel frattempo, abbiamo citato il Miur in giudizio davanti al Tribunale amministrativo, rivendicando la mancata trasmissione del decreto direttoriale richiesto di individuazione delle risorse per il FUN 2017 ai fini del raggiungimento della perequazione esterna con le altre aree della dirigenza. E ci siamo pure costituiti - fa sapere ancora Pacifico - presso la Corte suprema per ottenere la perequazione e l'assegno individuale d'anzianità non assegnati ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001. Così come - conclude - ci siamo mossi per lo sblocco dell'indennità di vacanza contrattuale, in modo da ottenere dalle aule di giustizia ciò che il Governo continua a negare ai nostri presidi". (ANSA).

I presidi vogliono la piena perequazione economica tra la loro retribuzione e quella dei Dirigenti della seconda fascia della P.A., perché ‘un dirigente scolastico percepisce mediamente 62.890 euro lordi annui mentre un dirigente di un ente di Ricerca e dell’Università, appartenenti alla stessa area contrattuale, ha una retribuzione compresa tra i 94.000 e i 102.000 euro. Il differenziale è ingiustificabile e non accetteremo certo, nel prossimo contratto di lavoro in fase di rinnovo, l’ennesima nota a verbale con cui ci si duole per la mancata perequazione e la si indica come raggiungibile nella successiva tornata contrattuale’.

Udir sostiene la battaglia dei presidi per l’ottenimento della perequazione esterna rispetto alle altre aree della dirigenza, ricordando che per centrare questo obiettivo sarebbe però importante anche istituire il Fondo Unico Nazionale in parte uguali per le aree della stessa dirigenza pubblica. Oltre che allineare l'Indennità di vacanza contrattuale al costo della vita, aumentato di ben 14 punti negli ultimi dieci anni. Come bisogna garantire la perequazione interna, visto che si sono venute a determinate ingiustificabili disparità di trattamento tra i presidi assunti prima del 2001 e i colleghi che svolgono lo stesso lavoro ma che sono stati assorbiti dopo quell’anno.

Marcello Pacifico (Anief-Udir): I sindacati rappresentativi debbono assolutamente tenere duro. A costo di non rinnovare il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro. Perché accettare le solite condizioni al ribasso dell’amministrazione sarebbe un vero suicidio, che i capi d’istituto non tollererebbero. È per questo motivo che, nel frattempo, abbiamo citato il Miur in giudizio davanti al Tribunale amministrativo, rivendicando la mancata trasmissione del decreto direttoriale richiesto di individuazione delle risorse per il FUN 2017 ai fini del raggiungimento della perequazione esterna con le altre aree della dirigenza. E ci siamo pure costituiti presso la Corte suprema per ottenere la perequazione e l’assegno individuale d’anzianità non assegnati ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001. Così come ci siamo mossi per lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale. In modo da ottenere dalle aule di giustizia ciò che il Governo continua a negare ai nostri presidi.

 

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