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Vi sono delle procedure da seguire per mettere in atto una minima forma di auto-tutela per evitare di trovarsi nei guai, in caso di crolli o di sisma. Tra queste, figura la richiesta da formulare al proprietario dell’edificio scolastico, quindi all’Ente Locale, su una serie di valutazioni: sia a livello sismico che di prevenzione degli incendi. A predisporre il modello di richiesta, per i propri iscritti, è l’Udir: il giovane sindacato consiglia di recapitarlo con immediatezza al Prefetto, al Sindaco, a tutte le istituzioni coinvolte e per conoscenza al comandante del settore polizia municipale. In questo modo, i capi d’istituto risulterebbero in regola rispetto ad una serie di dettami normativi sulla sicurezza strutturale impiantistica ed antincendio, nonché di destinazione d'uso dei locali.

 

Premesso che ogni dirigente scolastico deve sempre attuare tutte le misure compensative antincendio nel rispetto del D.M. 12 maggio 2016, di sicuro, per evitare di pagare in prima persona, è importante anche che invii una diffida al Prefetto di competenza. A fornirla è il sindacato Udir che consiglia ai propri iscritti di recapitarla il prima possibile, proprio per prevenire delle conseguenze nefaste qualora dalla visita ispettiva dei Vigili del fuoco si ravvisi il mancato adeguamento antincendio, anche parziale.

La richiesta formulata dal ds, “alla luce degli obblighi legislativi e delle scadenze improcrastinabili”, in particolare con l’approvazione del DL Milleproroghe 2017, punta all’ottenimento immediato della segnalazione certificata di inizio attività ai sensi dell'art. 4 del D.P.R. n. 151/2011. Inoltre, dopo aver ribadito che compete all’Ente Locale proprietario – il Comune o la Provincia – realizzare gli interventi sulla materia suddetta, assolve da qualsiasi competenza il dirigente scolastico.

 

È di queste ore l’iniziativa di protesta condotta da un gruppo di capi d’istituto che culminerà il 17 aprile: quel giorno, una delegazione di dirigenti scolastici, composta anche da altre associazioni e sigle, salirà al Ministero dell’Istruzione per illustrare una situazione divenuta sempre più insostenibile. I motivi dell’iniziativa sono svariati: “Avete mai provato a sentirvi manager di una scuola in continua evoluzione, con migliaia di alunni e centinaia di persone impiegate, gestendo centinaia di migliaia di euro, indirizzi e sedi, la sicurezza di strutture senza avere certificazioni e manutenzione, gare di appalto e graduatorie, acquisti e offerta formativa, programmazioni e DURC, RAV, PDM e BES, e ritrovarsi a guadagnare quanto un quadro intermedio dell’istituto bancario sotto casa?”.

Marcello Pacifico (presidente Udir): I nostri dirigenti scolastici vengono trattati in modo scandaloso. Abbiamo già denunciato che, nonostante i 96 milioni stanziati dalla Legge di Bilancio a regime, chi svolge la professione in alcune regioni si ritroverà presto a guadagnare meno di quello che percepisce oggi. Per opporsi a questa assurdità abbiamo predisposto un ricorso gratuito al giudice del lavoro, per il recupero del Fondo Unico Nazionale, contro il taglio della retribuzione di posizione e di risultato dal 2011 al 2015, ma anche per il recupero erariale imputabile agli effetti dei Contratti integrativi regionali. Sulle responsabilità che la scuola autonoma ha conferito ai nostri dirigenti, lo Stato non ha più alcuna intenzione di fare sconti. Tanto è vero che non ammette più ritardi nel predisporre determinati documenti. Come il “Certificato di prevenzione incendi” aggiornato e la “Segnalazione certificata d’inizio attività” che diventano elementi imprescindibili nel condurre una scuola. Si chiede, in pratica, la massima efficienza, senza però garantire un corrispettivo equo per attuarla. Noi a questo ‘gioco’ non ci stiamo. Ecco perché aderiamo all’iniziativa del 17 aprile.

 

Con il decreto Milleproroghe 2017 il “Certificato di prevenzione incendi” aggiornato e la “Segnalazione certificata d’inizio attività” diventano elementi imprescindibili. Asili nido compresi. A differenza dei dispositivi annuali precedenti, non sono stati infatti previsti ulteriori rinvii o deroghe alla norma esistente, ribaltando la responsabilità ai proprietari degli immobili nonché ai titolari delle attività scolastiche sia pubbliche che private. Udir, che tutela centinaia di dirigenti scolastici, ha deciso di rendere pubbliche le nuove disposizione, anche alla luce delle responsabilità, civili e penali, che graverebbero sui responsabili istituzionali qualora si verificassero degli eventi negativi non adeguatamente affrontati, proprio per il mancato adattamento degli impianti antincendio all’interno dei vetusti istituti scolastici italiani.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Ormai il Certificato di prevenzione incendi aggiornato è un elemento imprescindibile. Inoltre, non avendo lo Stato prorogato gli obblighi di prevenzione incendi, tutte le scuole italiane che detengono il CPI scaduto o un esame progetto con prescrizioni non attuate risultano ad oggi fuori legge e pertanto non possono continuare ad esercitare l’attività scolastica dovendo restare chiuse. Solo chi ha presentato la Segnalazione certificata d’inizio attività risulta infatti in regola con gli obblighi di cui al DPR 151/11.

 

Nel goffo tentativo di riparare all’assurda disparità che si è creata, negli ultimi anni, tra le diverse regioni italiane sempre riguardo alla retribuzione di posizione/quota variabile e della retribuzione di risultato, nel 2020 chi dirige un istituto in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Liguria si ritroverà con compensi annui inferiori a quelli di oggi. La colpa è tutta delle scelte sbagliate dei sindacati che hanno sottoscritto quello scellerato contratto, che poi sono gli stessi che stanno conducendo l’attuale trattativa.

Marcello Pacifico (presidente Udir): L’assurdo è che questo avverrà nonostante i 96 milioni stanziati dalla Legge di Bilancio a regime, come confermato dalla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. I tagli degli anni passati, pertanto, annulleranno gli aumenti futuri. Questa è l’eredità negativa che grava sul prossimo contratto. L’Udir sta seguendo con puntualità la situazione delle diverse regioni, specialmente quelle dove i comportamenti dell’Amministrazione vanno a peggiorare la situazione: in Sicilia ben cinque Ragionerie territoriali dello Stato non hanno aggiornato gli stipendi, per cui i dirigenti della regione vengono pagati in base al Contratto integrativo regionale del 2011. In Calabria, i capi d’istituto stanno subendo pesanti recuperi erariali, in attesa che vengano pagati gli aumenti degli ultimi due CIR. Mentre in Lazio ed Abruzzo ci sono stati tagli aggiuntivi nel 2015/16, in Campania la decurtazione è stata fatta già nel 2010. Di tutte queste situazioni, Udir terrà conto nei ricorsi al giudice del lavoro, chiedendogli di fare giustizia, anche sugli errori sindacali prodotti.

Udir ritiene che, assieme alla protesta ad oltranza, l’unica via percorribile sia oggi quella di ricorrere in tribunale: a tale scopo chiede ai dirigenti scolastici che non vogliono soccombere agli aumenti farsa di aderire al ricorso gratuito al giudice del lavoro per il recupero del FUN, contro il taglio della retribuzione di posizione e di risultato dal 2011 al 2015. Ma il ricorso Udir serve anche per il recupero erariale imputabile agli effetti dei Contratti integrativi regionali.

 

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